{"id":6664,"date":"2025-10-22T08:17:45","date_gmt":"2025-10-22T08:17:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.catia3690.com\/?page_id=6664"},"modified":"2025-10-22T09:35:46","modified_gmt":"2025-10-22T09:35:46","slug":"pictorial-interview-italian","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.catia3690.com\/en_gb\/pictorial-interview-italian\/","title":{"rendered":"Pictorial Interview"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"6664\" class=\"elementor elementor-6664\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c9d6c42 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"c9d6c42\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3df7a3f elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"3df7a3f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"247\" src=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-153006-1-1-1024x335.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-6736\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-153006-1-1-1024x335.png 1024w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-153006-1-1-300x98.png 300w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-153006-1-1-768x251.png 768w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-153006-1-1-1536x502.png 1536w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-153006-1-1-2048x670.png 2048w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-153006-1-1-18x6.png 18w\" sizes=\"(max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-dcacf29 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"dcacf29\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ed99623 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ed99623\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Luoghi di Periferia<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7d7c932 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7d7c932\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Fotografia di Catia Montagna<\/p><p>Intervista di Melanie Meggs<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a64be17 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"a64be17\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6f8a3c7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6f8a3c7\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>In Peripheral Places, Catia Montagna costruisce una topografia lirica dell&#8217;effimero \u2013 una serie di trittici che parlano dolcemente ma risuonano profondamente. Nata in Italia e vissuta tra il Regno Unito e la sua patria, Catia \u00e8 un&#8217;economista accademica di professione, ma la sua voce artistica non \u00e8 plasmata dai dati, bens\u00ec da una profonda sensibilit\u00e0 intuitiva per la poesia del quotidiano. Fotografa autodidatta con una crescente presenza internazionale, il suo lavoro rivela una prospettiva filosofica e riflessiva, fondata sulla consapevolezza del tempo, della memoria e dell&#8217;impermanenza sociale.\u00a0\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>I luoghi che Catia cattura son non-luoghi nel senso di Aug\u00e9, ma ronzano di sottile presenza. La figura umana \u00e8 quasi assente, ma mai lontana. Rimangono delle tracce: una sedia vuota, un cartello piegato, un veicolo vuoto, tutti impregnati dell&#8217;eco silenziosa di vite un tempo presenti. L&#8217;abilit\u00e0 di Catia sta nel rendere visibili questi echi. Le sue fotografie non sono didascaliche; chiedono piuttosto che rispondere. Chi \u00e8 passato di qui? Quale momento si \u00e8 svolto poco prima o dopo il click dell&#8217;otturatore?<\/strong><\/p><p><span style=\"font-size: 20px;\"><b>C&#8217;\u00e8 un&#8217;innegabile dimensione temporale nel suo lavoro. Il tempo non marcia in avanti. Ogni immagine \u00e8 un punto fermo in un mondo che gira, evocando quel momento in cui qualcosa sta gi\u00e0 diventando memoria. Questa sensazione \u00e8 esaltata dai toni tenui e dalla morbida luce naturale, che rifuggono la durezza della modernit\u00e0 per qualcosa di pi\u00f9 tranquillo e riflessivo. Le sue composizioni sono casuali ma precise e sempre rispettose dello spazio che ritraggono. Le fotografie evitano punti focali centrali, costringendoci a esplorare i margini \u2013 rispecchiando l&#8217;esplorazione tematica pi\u00f9 profonda di Catia della periferia, sia come spazio fisico che concettuale. La tensione tra il costruito e il coltivato \u00e8 costante, nessuno dei due \u00e8 pienamente dominante, ciascuno coesiste tranquillamente in stati di abbandono e di resistenza.<\/b><\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 20px;\"><b>Il potere dell&#8217;opera di Catia risiede nella sua suggestione piuttosto che nella sua certezza. Ogni storia acquista risonanza. Le immagini riecheggiano e si arricchiscono l&#8217;una con l&#8217;altra attraverso sottili ripetizioni e variazioni. Messe in sequenza, le opere invitano a un lento movimento verso l&#8217;interno, non in avanti, ma in profondit\u00e0 nella percezione. Cosa ignoriamo? Cosa si trova appena al di l\u00e0 del nostro campo visivo? Quali storie raccontano i margini?<\/b><\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 20px;\"><b>In questa conversazione esploriamo l&#8217;architettura silenziosa della sua visione: il suo rapporto con il tempo, il luogo e la scomparsa, e come la sua duplice formazione in economia e arte dia forma a una voce fotografica che non parla per affermazioni, ma per domande.<\/b><\/span><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9cdae2b elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"9cdae2b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1be8cb1 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"1be8cb1\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1a8c460 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"1a8c460\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><em>&#8220;Guardando le fotografie, mi chiedo spesso cosa ne sia stato di quelle persone con cui ho brevemente coesistito in un certo luogo e in un determinato momento. Persone che hanno lasciato solo una traccia di luce attraverso l&#8217;obiettivo della mia macchina fotografica, un&#8217;impressione nella mia memoria. Chi erano, dove andavano?<\/em><br \/><em>Queste domande evocano sempre l&#8217;idea di una storia nella mia mente e sollevano l&#8217;ulteriore questione di quanto debba essere lunga una narrazione fotografica, per non fornire allo spettatore una chiave interpretativa troppo ristretta.<\/em><\/p><p><em>\u00c8 cos\u00ec che ho iniziato a concepire un progetto costituito da una serie di \u201cracconti\u201d \u2013 ciascuno di tre fotografie \u2013 che, come in letteratura, sono pi\u00f9 \u201caperti\u201d rispetto a narrazioni pi\u00f9 lunghe e articolate. Racconti brevi come gli incontri casuali che ne sono alla base, con presenze umane spesso appena accennate e accomunati dal fatto che il narratore di ciascuno di essi \u00e8 il \u201cluogo\u201d in cui si svolgono: luoghi che parlano dello scorrere del tempo e dell&#8217;effimero dell&#8217;esistenza che si riflette nelle impronte che lascia su oggetti e paesaggi.\u00a0\u00a0<\/em><\/p><p><em>In Luoghi di Periferia le storie si svolgono al di fuori dei grandi centri urbani, in luoghi a volte anonimi, posti di passaggio e di esistenze discrete congelate in istanti del presente che si stanno gi\u00e0 trasformando in passato&#8221;.<\/em><\/p><p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Catia Montagna<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cd3d5c7 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"cd3d5c7\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4ca7725 elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"4ca7725\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8861ca1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8861ca1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>TPL: Ogni storia \u00e8 strutturata come un trittico fotografico. Che cosa ti ha offerto narrativamente o emotivamente la struttura a tre immagini che una singola immagine o una serie pi\u00f9 lunga non avrebbero potuto offrire?<\/strong><\/p><p>CATIA: Credo che il trittico funzioni bene sia a livello narrativo che emotivo.<br \/>L&#8217;idea di sviluppare brevi racconti fotografici mi \u00e8 venuta solo quando \u00e8 nata la prima storia di questa serie, Il Re di Quadri. Mentre andavamo a Brescia per vedere una mostra di Fontana, ci siamo fermati in un caff\u00e8 vicino a Cremona. Era una tranquilla e piuttosto calda giornata d&#8217;estate, con una luce abbagliante, e fui subito catturata dall&#8217;atmosfera quasi fuori dal tempo del luogo. Ho voluto immortalarla e ho scattato una manciata di foto.<br \/>Quando ci siamo rimessi in viaggio, senza guardare le fotografie, ho iniziato a immaginare un trittico. \u00c8 stato tutto piuttosto istintivo, in realt\u00e0. Sentivo che c&#8217;era una storia da raccontare e che una sola foto non poteva farlo: c&#8217;era l&#8217;insegna, il cortile polveroso, l&#8217;arredamento un po&#8217; datato del caff\u00e8 e all&#8217;interno, dietro la vecchia tenda di corda, i giovani che chiacchieravano tranquillamente nel silenzio rarefatto del caldo. Ma per trasmettere l&#8217;aura incerta del luogo, sapevo che la storia doveva essere appena abbozzata, breve come un haiku giapponese.<br \/>Rivedendo le fotografie, mi \u00e8 tornata in mente la prima raccolta di racconti di Katherine Mansfield che ho letto da adolescente. Ero completamente affascinata dalla loro forza narrativa: descrizioni abbozzate, ma precise, di luoghi e persone, storie che rimanevano impresse nella mente e provocavano forti reazioni emotive, in parte a causa del loro stesso senso di incompiutezza.<br \/>\u00c8 cos\u00ec che mi \u00e8 venuta l&#8217;idea di sviluppare questo concetto.<\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c69cb91 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"c69cb91\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"182\" src=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154008-1024x246.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-6740\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154008-1024x246.png 1024w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154008-300x72.png 300w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154008-768x184.png 768w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154008-1536x368.png 1536w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154008-2048x491.png 2048w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154008-18x4.png 18w\" sizes=\"(max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1a50480 elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"1a50480\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ad089d2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ad089d2\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>TPL: Le tue storie visive sono all&#8217;insegna dell&#8217;ambiguit\u00e0 e dell&#8217;apertura. Come riesci a negoziare la tensione tra il rivelare quanto basta e il lasciare spazio al mistero, all&#8217;interpretazione e alla proiezione dello spettatore?<\/strong><\/p><p>CATIA: Per me la fotografia \u00e8 intrinsecamente relazionale: \u00e8 nella sua natura dire e non dire, suggerire piuttosto che rivelare, lasciando spazio all&#8217;interpretazione in quello che \u00e8, in definitiva, un dialogo aperto, una conversazione tra la fotografa, i suoi soggetti e lo spettatore. E come in ogni conversazione, la comunicazione \u00e8 pi\u00f9 efficace se nessun attore prende il sopravvento e domina lo scambio!<\/p><p>Quindi, chiaramente, c&#8217;\u00e8 sempre una tensione tra la ricchezza di una storia e quello \u201cspazio per il mistero\u201d, come lo chiami tu, che deve offrire libert\u00e0 di interpretazione allo spettatore \u2013 o libert\u00e0 di interpretazione del fotografo, se \u00e8 per questo&#8230; Un certo grado di ambiguit\u00e0 deve essere presente anche per me; se molte cose restano inespresse, io stessa vedo qualcosa di diverso ogni volta che guardo una storia.<\/p><p>Suppongo che sia cos\u00ec che risolvo questa tensione: metto in una storia quel tanto che basta per non uccidere la mia stessa curiosit\u00e0&#8230;<\/p><p><strong>TPL: In queste storie ti riferisci al \u201cluogo\u201d stesso come il narratore. Come decide quando un luogo sta parlando e cosa conferisce a un luogo, ai tuoi occhi, autorit\u00e0 narrativa?<\/strong><br \/>S\u00ec, in questi racconti ho scelto di mettere il \u2018luogo\u2019 al centro, come narratore, e di accennare appena alla presenza umana \u2013 cosa che mi capita sempre pi\u00f9 spesso quando faccio fotografia di strada. Credo che questo rifletta in parte la forte percezione che ho dell&#8217;importanza dei luoghi, di come essi plasmino e siano plasmati dalle nostre vite. I luoghi parlano e possono rivelare pi\u00f9 di una societ\u00e0 e di una cultura di quanto non facciano le persone che vi si muovono. Prima ho parlato della natura relazionale della fotografia. Sono molto d&#8217;accordo con l&#8217;opinione \u2013 espressa con tanta forza da Ariella Azoulay nel suo Civil Imagination \u2013 che la relazione soggetto-attori in fotografia si svolga nello \u201cspazio pubblico\u201d e ne sia influenzata. La nostra interazione con lo spazio pubblico avviene all&#8217;intersezione tra le nostre esperienze personali e la struttura sociale e culturale che le precede \u2013 il che, tra l&#8217;altro, \u00e8 un altro motivo per cui queste storie possono parlare in modo diverso a persone diverse.<\/p><p>Quindi, per tornare alla tua domanda: come faccio a decidere quando un luogo parla \u2013 e cosa conferisce a un luogo un&#8217;autorit\u00e0 narrativa? \u00c8 molto soggettivo. L&#8217;atmosfera di un luogo \u00e8 il primo fattore scatenante per me quando fotografo. Ed \u00e8 quell&#8217;atmosfera che gli conferisce autorit\u00e0 narrativa. Ho bisogno di \u201csentire\u201d il luogo e trovo che questo sia tanto pi\u00f9 probabile quanto pi\u00f9 \u201cnormale\u201d esso sia, che si tratti di citt\u00e0 o campagna. Quando un luogo mi parla, voglio dargli voce attraverso le mie fotografie&#8230; se altri sentiranno la stessa storia resta da vedere \u2013 ma questo \u00e8 il bello di tutto, credo.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a93f211 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"a93f211\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"181\" src=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154042-1024x245.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-6741\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154042-1024x245.png 1024w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154042-300x72.png 300w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154042-768x184.png 768w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154042-1536x368.png 1536w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154042-2048x491.png 2048w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154042-18x4.png 18w\" sizes=\"(max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1e070f8 elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"1e070f8\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-227e69d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"227e69d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>TPL: In questo lavoro c&#8217;\u00e8 una forte meditazione sul tempo e sulla memoria. In che modo la fotografia ti aiuta a elaborare l&#8217;effimero della vita \u2013 il senso delle \u201ccose che passano\u201d &#8211; sia a livello personale che concettuale?<\/strong><\/p><p>CATIA: L&#8217;inarrestabile scorrere del tempo \u2013 l&#8217;ho sentito fin da bambina. Questa sensazione di essere molto transitori \u00e8 andata di pari passo con una certa incapacit\u00e0 di vivere il momento. La fotografia mi aiuta in questo. \u00c8 un modo potente per sentire il momento; accentua la mia consapevolezza del qui e ora. Credo che per me l&#8217;esperienza della fotografia sia ci\u00f2 che pi\u00f9 si avvicina a uno stato di meditazione. Quando fotografo, mi dimentico di tutto il resto e tutto ci\u00f2 che esiste \u00e8 quell&#8217;istante. Per quanto transitorio e insignificante possa essere un momento, premendo l&#8217;otturatore lo congelo e ne riconosco l&#8217;importanza, non tanto o non sempre con l&#8217;intenzione di documentarlo o di costruire ricordi, ma per viverlo pienamente nell&#8217;istante stesso in cui si sta gi\u00e0 trasformando in passato.<\/p><p>In questo senso, il personale e il concettuale sono per cos\u00ec dire molto intrecciati.<\/p><p><strong>TPL: Che cosa significa per te il termine \u201cperiferico\u201d \u2013 geograficamente, emotivamente, filosoficamente \u2013 e come si manifesta nella serie?<\/strong><\/p><p>CATIA: La \u201cperiferia\u201d \u00e8 sempre stata al centro dei miei interessi e del mio lavoro accademico, anche perch\u00e9 \u00e8 un concetto cos\u00ec sfaccettato e dinamico. Come non-centro, pu\u00f2 essere visto come un riferimento a ci\u00f2 che \u00e8 marginale o meno importante, ad esempio nel contesto delle gerarchie geografiche, economiche o sociali \u2013 cosa \u00e8 che fa una \u201cperiferia\u201d e cosa rivela una periferia del \u201ccentro\u201d? Ma la periferia pu\u00f2 anche contenere l&#8217;inesplorato o l&#8217;ignoto e invitare all&#8217;esplorazione.<\/p><p>In senso stretto, in questa serie di racconti, la periferia si manifesta nei luoghi di passaggio da cui si pu\u00f2 al massimo intravedere la vita frenetica del \u201ccentro\u201d, oppure nel senso di quiete ma anche di lontananza e isolamento di un luogo.<\/p><p>Ma l&#8217;idea di periferia va oltre questo. Per vivere nel mondo, per interagire con esso, per iniziare a dargli un senso, dobbiamo essere in grado di trascendere la nostra pelle e, dall&#8217;interno del nostro nucleo, attraversare la nostra periferia mentale ed emotiva. E la fotografia pu\u00f2 essere la chiave che apre i nostri confini e ci permette di guardare oltre ci\u00f2 che vediamo&#8230;<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e111121 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"e111121\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2aa205d elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"2aa205d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"182\" src=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154131-1024x247.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-6742\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154131-1024x247.png 1024w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154131-300x72.png 300w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154131-768x185.png 768w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154131-1536x370.png 1536w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154131-2048x493.png 2048w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154131-18x4.png 18w\" sizes=\"(max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8a90e1d elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"8a90e1d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c6db886 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"c6db886\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-106a68b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"106a68b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>TPL: Trovi che questi luoghi periferici riflettano aspetti della tua identit\u00e0, forse la tua esperienza di vita e di viaggio tra paesi, culture e discipline?<\/strong><\/p><p>CATIA: S\u00ec, la nostra fotografia, la lente attraverso cui guardiamo e interpretiamo la realt\u00e0 \u00e8 sempre il prodotto di ci\u00f2 che siamo.<\/p><p>Quindi, credo che il mio fascino per questi luoghi periferici sia in qualche modo plasmato dalle mie esperienze personali. Crescere in un ambiente operaio ha significato sperimentare in una certa misura il significato geografico e sociologico di periferia. E vivere all&#8217;estero, viaggiare attraverso le frontiere, mi ha fatto intravedere cosa significa abitare la periferia di una cultura.<\/p><p><strong>TPL: C&#8217;\u00e8 una relazione tra l&#8217;immobilit\u00e0 del luogo e l&#8217;immobilit\u00e0 del pensiero che cerchi attraverso la tua fotografia?<\/strong><\/p><p>CATIA: S\u00ec, credo che inconsciamente sia cos\u00ec. Come ho detto, la fotografia per me \u00e8 anche un mezzo per vivere pienamente il momento, e il raggiungimento di uno stato di temporanea immobilit\u00e0 \u00e8 fondamentale.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-81a23ea elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"81a23ea\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"184\" src=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154155-1024x249.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-6743\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154155-1024x249.png 1024w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154155-300x73.png 300w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154155-768x187.png 768w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154155-1536x374.png 1536w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154155-2048x499.png 2048w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154155-18x4.png 18w\" sizes=\"(max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-382cc40 elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"382cc40\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-376a908 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"376a908\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-64a6b66 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"64a6b66\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>TPL: Quando fotografi, parti con un intento narrativo o la tua storia si forma in una riflessione successiva, quasi come trovare poesie nella prosa?<\/strong><br \/>CATIA: Di solito, partire con un intento narrativo in fotografia non funziona per me! Sono piuttosto istintiva: rispondo a una situazione, a un luogo o a un&#8217;atmosfera.<br \/>A volte l&#8217;idea si forma mentre sto scattando una fotografia e questo mi spinge a scattare altre foto, per cercare di elaborare una storia che possa articolare ci\u00f2 che sento. Altre volte l&#8217;idea si forma in un secondo momento quando, riguardando le fotografie, comincio a vedere emergere schemi che danno luogo a nuovi significati e interpretazioni.<\/p><p><strong>TPL: Se s\u00ec, in che modo il lavoro su questo progetto ha cambiato il tuo rapporto con la fotografia?<\/strong><\/p><p>CATIA: Il mio rapporto con la fotografia cambia continuamente; pi\u00f9 fotografo, pi\u00f9 i miei interessi fotografici evolvono e pi\u00f9 sento il bisogno di sperimentare.<\/p><p>Questo progetto ha avuto un forte impatto perch\u00e9 ha cambiato la mia visione di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere una narrazione. \u00c8 interessante notare che, mentre sto sviluppando questa serie di racconti, ho iniziato a lavorare su un paio di progetti di natura pi\u00f9 documentaristica, che richiedono quindi narrazioni pi\u00f9 articolate. Ma anche in questi progetti sono molto consapevole della tensione tra il rivelare e il lasciare spazio all&#8217;interpretazione dello spettatore.<\/p><p><strong>TPL: Quali possibilit\u00e0 immagini per i prossimi capitoli di Short Stories?<\/strong><\/p><p>CATIA: Lo vedo continuare ad evolvere come un&#8217;esplorazione del potere narrativo della fotografia, sviluppandosi in diverse direzioni, sia in termini di \u201cluoghi\u201d che di \u201ctemi\u201d. In questa serie di racconti ho usato il colore \u2013 cosa che non faccio spesso \u2013 perch\u00e9 quando tutto \u00e8 iniziato, nel caff\u00e8 Re di Quadri, sono stata colpita dalla luce e dal colore della scena. Ora sto lavorando a una serie in bianco e nero. Ma il progetto \u00e8 ancora molto fluido e la sua forma finale potrebbe essere molto diversa da quella che sto immaginando ora.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0117de6 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"0117de6\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"182\" src=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154216-1024x247.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-6744\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154216-1024x247.png 1024w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154216-300x72.png 300w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154216-768x185.png 768w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154216-1536x370.png 1536w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154216-2048x493.png 2048w, https:\/\/www.catia3690.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-09-02-154216-18x4.png 18w\" sizes=\"(max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e360b24 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"e360b24\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-291db6b elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"291db6b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a0f2e82 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a0f2e82\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Le Short Stories di Catia Montagna non riguardano solo le fotografie, ma anche il suo modo di vedere e di ascoltare i luoghi che la maggior parte delle persone potrebbe ignorare. C&#8217;\u00e8 qualcosa di profondamente risonante nel suo modo di lavorare, di lasciare che il mondo parli dolcemente e di catturare quei momenti appena prima che svaniscano. \u00c8 un tipo di narrazione generosa, che non cerca il controllo ma la connessione. Nelle sue mani, il periferico diventa centrale, non solo geograficamente ma anche filosoficamente. Ci ricorda che la fotografia pu\u00f2 essere un modo per prestare attenzione, per onorare ci\u00f2 che facilmente si perde. Cos\u00ec facendo, d\u00e0 peso all&#8217;effimero e trova un significato nei margini.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luoghi di Periferia Fotografia di Catia Montagna Intervista di Melanie Meggs In Peripheral Places, Catia Montagna costruisce una topografia lirica dell&#8217;effimero \u2013 una serie di trittici che parlano dolcemente ma risuonano profondamente. Nata in Italia e vissuta tra il Regno Unito e la sua patria, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.catia3690.com\/en_gb\/pictorial-interview-italian\/\" class=\"more-link\"><span>Continue reading<span class=\"screen-reader-text\">Pictorial Interview<\/span><\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"class_list":["post-6664","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.catia3690.com\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6664","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.catia3690.com\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.catia3690.com\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.catia3690.com\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.catia3690.com\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6664"}],"version-history":[{"count":77,"href":"https:\/\/www.catia3690.com\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6664\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6750,"href":"https:\/\/www.catia3690.com\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6664\/revisions\/6750"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.catia3690.com\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}